Disturbi del Sonno

Nell’infanzia l’insonnia viene diagnosticata quando è presente una difficoltà ad addormentarsi e/o la presenza di risvegli multipli notturni.
Nel bambino il sonno è un processo in evoluzione, in via di stabilizzazione, per cui può facilmente insorgere tale disturbo, favorito da una cattiva gestione dell’addormentamento e dei risvegli notturni da parte dei genitori. Il segnale più importate dell’insorgenza di un disturbo di inizio e mantenimento del sonno è l’incapacità del bambino a riaddormentarsi autonomamente. Il disturbo del sonno può avere conseguenze importanti per la salute fisica e psicologica quali affaticamento diurno e deficit di concentrazione, disturbi della memoria e dell’apprendimento, deficit di crescita.

L’insonnia nel bambino viene diagnosticata quando compare per almeno tre notti a settimana, presentandosi difficoltà di addormentamento (per un tempo maggiore di 45 minuti), e/o risvegli multipli (più di 2, con oltre 30 minuti di tempo necessari per riaddormentarsi), e/o risvegli precoci.

L’insonnia nel bambino può essere causata da molteplici fattori: cause organiche, problemi psicosociali, patologie della relazione bambino-genitore, fattori genetici, prematurità, disturbi psichiatrici nelle figure genitoriali. Nella presa in carico del bambino e della sua famiglia sarà dunque fondamentale indurre i genitori a conoscere le abitudini scorrette che possono favorire l’insorgenza e la cronicizzazione del disturbo, oltre che l’individuazione delle dinamiche profonde che caratterizzano la fase di distacco che accompagna il momento di addormentamento nel genitore e nel bambino.

Sempre più spesso i pediatri indicano come trattamento dell’insonnia infantile la terapia farmacologica. Tale forma terapeutica non accompagnata da un’adeguata ristrutturazione delle abitudini del sonno e di un approfondimento psicoterapico rivolto ai membri del nucleo familiare comporterà una ricomparsa o una mutazione del sintomo.