La Psicoterapia

La parola “psicoterapia” significa “cura dell’anima”.
E’ quel percorso che inizia con un incontro tra un paziente ed il suo terapeuta.
Il paziente soffre e chiede aiuto.
Il terapeuta lo accoglie, si preoccupa ed occupa di lui.
Iniziano lentamente a camminare, nel loro incontro appare chiaro che il dolore non si chiama ansia o depressione, disturbo alimentare o dipendenza...quelli sono solo nomi dati ad una patologia.

Il dolore è altrove, è scritto nella propria storia, nel modo in cui funziona la nostra mente e attraverso cui guardiamo il mondo, nelle nostre relazioni e nel “come” ce ne occupiamo.

Il processo terapeutico comporta una graduale comprensione ed accudimento di sé; seguirà un cambiamento che si concluderà con la guarigione.
La varietà degli approcci psicoterapeutici possibili è la conseguenza delle numerosissime scuole di pensiero esistenti. Quale approccio è più efficace?
Non crediamo che esista quello più giusto, sarebbe da presuntuosi dirlo, forse non c’è. La modalità di "cura" dipende sempre e solo dalle necessità di quella persona, di quel paziente.

La Psicoterapia Sistemico Relazionale parte dal presupposto che le relazioni interpersonali hanno una grande influenza sullo stato di benessere o malessere sperimentato da un individuo in un particolare momento di vita. Modalità comunicative poco funzionali in famiglia, in coppia o nei principali contesti sociali di riferimento, possono contribuire ad alimentare uno stato di disagio con gli altri e con se stessi.

Ogni contesto di riferimento può essere considerato un "Sistema", ovvero un insieme di persone interagenti tra loro e unite da legami affettivi che funzionano in virtù della loro interdipendenza, dovuta in particolar modo alle "relazioni" tra le parti. In virtù di queste relazioni, il malessere che investe la persona non viene collegato alla presenza di "qualcosa di sbagliato" dentro l'individuo stesso,ma fuori di esso: persistono scambi comunicativi poco efficaci all'interno del rapporto, in cui ognuno ha delle "responsabilità".
Molto spesso le persone tendono ad adottare gli stessi schemi interattivi ogni volta che si trovano di fronte a situazioni che, per quanto diverse tra loro, rievocano sensazioni familiari. A volte, la ripetitività di comportamenti che, nonostante abbiano portato ad insuccessi, restano immutati, può generare una grande sofferenza non solo nella persona che li agisce, ma anche nel contesto interattivo in cui si manifesta che, a sua volta, potrebbe rispondere con altrettanti comportamenti inefficaci e ripetitivi, dando vita ad un circolo vizioso di tentativi comunicativi poco risolutivi e scarsamente gratificanti.

La Psicoterapia Sistemico Relazionale punta alla comprensione di queste dinamiche interpersonali, all'elaborazione dei significati sottostanti che molto spesso traggono origine dal passato ma influenzano quotidianamente il presente. Riuscire a dare un posto ai nostri vissuti collocandoli nel loro contesto temporale e situazionale, permette di recuperare le nostre risorse personali e interpersonali, momentaneamente annebbiate da contenuti emotivi che rischiano di ostacolare il nostro percorso evolutivo e offre nuove possibilità comunicative alternative a quelle sperimentate in precedenza.

Riuscire ad utilizzare le proprie potenzialità rappresenta un’opportunità di crescita personale all'interno di un contesto terapeutico in cui la relazione diventa uno strumento utile ed efficace per esprimere se stessi in modo autentico e contrastare quel senso di inadeguatezza che, a volte, alimenta in noi la percezione di essere "scollati "da noi stessi e dalla nostra identità più profonda.

La terapia cognitiva e comportamentale è focalizzata sul presente ed è, di solito, più breve di altre forme di psicoterapia.
E’ orientata, in fase iniziale, alla soluzione dei problemi attuali. Questo tipo di terapia, grazie ai suoi riferimenti sperimentali risulta statisticamente efficace nel trattamento di numerosi disturbi psicologici, in particolare quelli ansiosi.

Secondo il modello cognitivo, le emozioni e i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi.
Non è la situazione in sé a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui esse interpretano certe esperienze. All’origine dei disturbi vi è, dunque, un modo distorto di pensare, che influenza in modo negativo l’umore e il comportamento del paziente.
La terapia cognitiva aiuta le persone ad identificare i loro pensieri dolorosi e a valutare quanto essi siano realistici. Mettendo in luce le interpretazioni errate e proponendone delle alternative se ne ricava una modificazione del modo di pensare, un’iniziale miglioramento dell’umore.

Benefici duraturi si ottengono con la modificazione
• dei pensieri automatici (il livello cognitivo più superficiale: i pensieri e le immagini distorte che attraversano in maniera rapida e incontrollata la mente di una persona di fronte a certe situazioni specifiche e ne condizionano negativamente l’umore),
• delle credenze intermedie (opinioni, regole e assunzioni disfunzionali)
• delle credenze di base (che costituiscono il livello di credenza più profondo: globali, rigide e ipergeneralizzate)